Added by on 9 ottobre 2017

Come conobbi Laura.

I sensi di colpa infatti, dopo il godere, ricomparivano. Marco adesso era glaciale in ogni affermazione, e Serena si sentiva infatti raggelata da quegli ordini secchi, che non ammettevano repliche… Ma esitava… La presenza di Paola, oltre a quella di lui, la riempiva di una vergogna e di un senso di vulnerabilità mai provato nemmeno quando l’aveva legata alla scrivania. ”, poi Serena sentì la gonna alzarsi da dietro, sospingere un suo piede verso l’esterno, mentre le corde improvvisate venivano fissate prima ad una caviglia, e poi, dopo averla fatta allargare, all’altra caviglia, un legaccio teso e stretto, che la costringeva a stare piegata di poco verso il bancone e a cosce larghe. “Non riesco a decidermi…” pensava a voce alta Marco “sia sul colore, che sul modello…” Serena ricacciò in gola quello che avrebbe voluto dirgli, di dove ficcarsi quei collari, ma sapeva bene, che avrebbe solo rischiato conseguenze oscene. Non era però così facile… Serena gli faceva scoppiare il cazzo nei pantaloni anche solo guardandola. Dal canto suo, Marco se la godeva… Ne aveva inghiottiti di rospi con quella donna, e all’inizio Non era stato facile digerire quell’atteggiamento da signora che lo trattava da lattante… Non era stato facile? Lui era stato carico di rabbia… per l’atteggiamento di lei, per la chiusura che poi Serena aveva Messo nei suoi confronti, mentre lui l’avrebbe scopata ovunque… e che diavolo, era il figlio del capo, e otteneva ciò che voleva! Era stato furioso… Poi, si era delineato un piano… non certo così corretto ed integerrimo… ma non gliene era importato nulla. Odiava, però. Una trappola ben eseguita… non c’era niente da dire… e lei aveva fornito tutto su un piatto d’argento… segreti vari, motivi per ricattarla, confidenze varie che pesavano come macigni… E, da stupida, aveva voluto per orgoglio perdere il favore di Marco molto tempo prima, avendo però cura ogni tanto di fargliela annusare, per prendersi gioco di lui. Fin da ragazzo, quando andavo a giocare a casa dei miei amici trovavo sempre un pretesto per andare in bagno e una volta chiusa la porta mi fiondavo nel cesto dei panni sporchi per trovare qualche indumento magari della mamma o della sorella. . Serena ricordava bene con quanta durezza aveva respinto le avances di Gianni, per altro volgari. Quando arrivò ai miei Speedo, si assicurò di applicarla alla mia linea di abbronzatura. Sentii il suo corpo pronto ad eiaculare ed io lo ero altrettanto. ” Insistette lui, scrollandola per i capelli. I sensi di colpa infatti, dopo il godere, ricomparivano. due dita le penetrarono la figa con decisione, tutte , “Ahh, . Hitch voleva attraversare lo spruzzo d’acqua. Leggere, leggerissime… Scendevano verso il capezzolo… sfiorandolo… e Serena non poteva fare altro che cercare invano di nascondere le reazioni del suo corpo… Per quanto costretta, infatti, era pur sempre una donna fondamentalmente frustrata… fin troppo recettiva agli stimoli anche non voluti…

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